Giardino Museo Bonsai della Serenita’

Indirizzo della casa museo Bonsai

Sostenete il Giardino Museo Bonsai della Serenità; Please!

 
Email: armando.haina.dalcol@gmail.com  
Home Phone: +39 0438 587265
Cellulare: +39 349 370 8802

Video recente del Giardino Museo Bonsai della Serenità.

http://youtu.be/vVwLcAXy2R8     
Buona visione, Armando e Haina

Sostenete il Giardino Museo Bonsai della Serenità; Please!

 

 http://youtu.be/Uve0gaOMG-U

Domina il giallo nel Sei Wa Bonsai En

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Giardino Museo Bonsai della Serenità (SEI WA MUSEUM BONSAI EN)
Quanto mi abbiano influenzato i giardini giapponesi durante le mie visite in Giappone è indubbio. Da qui anche la scelta di un nome giapponese da dedicare al mio giardino: SEI WA, significa serenità, BONSAI EN, vuol dire giardino Bonsai, e con l’aggiunta della parola Museo si è concretizzato ciò che era nelle mie aspirazioni.Questo obiettivo è stato felicemente raggiunto, ora dovevo ricreare un qualcosa fuori dal comune, di inaspettato, di altri tempi…
E questo è stato possibile -pur con notevoli difficoltà- proprio grazie alla mia ubicazione, poiché la mia casa con le pareti esterne segnate dal tempo che ho voluto conservare, è situata nel piccolo centro storico del paese di Tarzo e si affaccia a pochi metri dalla strada statale, più o meno rumorosa dal traffico automobilistico. E così, salendo per i vecchi gradini di pietra che portano sul retro della casa dov’è ubicato il giardino Bonsai a ridosso della collina, sembra di entrare in un altro mondo.
Il Giardino Museo Bonsai della Serenità si estende su un’area di mille metri quadrati circa, compreso una parte della collina ed è stato progettato affinché la sua fruizione fosse allargata non ai soli appassionati, ma a un pubblico più vasto, perché il giardino sia un veicolo educativo per chi non possiede la cultura del verde. Lo scopo è quello di preservare quanto è stato creato in questi decenni, affinché anche le generazioni future possano ammirare questi capolavori naturali viventi.

L’anno 2015 è già iniziato, e l’inverno se n’è andato. Quest’anno sono già trascorsi 52 anni da quando iniziai ad occuparmi di Bonsai, -era la primavera del 1963- senza peraltro conoscerne l’esistenza-. (Da ragazzo, infatti, rimanevo affascinato dagli alberi da frutto in fioritura e, allungando un braccio vedevo proiettarsi l’albero sul palmo della mia mano, e fu così che iniziai…) eppure ad ogni primavera si rinnova in me una continua emozione osservando la vita che pulsa dai rami spogli. Il canto degli uccelli annuncia la primavera e molti Bonsai sono in fiore. I larici sono incantevoli con i loro ciuffetti verdini, e com’è emozionante il contrasto delle gemme da fiore turchine, le quali, fra breve, si trasformeranno in tante piccole pignette. I Bonsai, non semplicemente esposti, a fila sui bancali, o appoggiati su dei tronchi, o negli spazi faticosamente ricavati sulla collina, ma inglobati nel verde quasi fossero un tutt’uno, divengono così un luogo di riflessione, di meditazione, di ricreazione, di diletto. I grossi ed aggrovigliati rami si dipartono dal possente tronco, raccontando secolari vicissitudini tra le rupi dolomitiche, mentre le verdi fronde mosse dal vento mormorano i suoni delle foreste.
Anche i variegati muschi e licheni che si rincorrono tra le robuste radici, sembrano forieri di chissà quali misteri, ma la meraviglia più grande è che questa evocazione di potenza e longevità ci viene da un piccolo mondo racchiuso in un vaso: la pianta che si può ammirare infatti è il famoso faggio “Patriarca”, consacrato e pluripremiato dalla Nippon Bonsai Association, la massima autorità mondiale di Bonsai. Poco distante si rimane catturati dalle asperità dei tronchi di alcuni pini silvestri cui fanno da contrappunto le delicate forme degli aceri; ed ancora si susseguono betulle,carpini,olmi,larici,pini mughi,abeti,
pruni,peschi, ciliegi, forsizie, cornioli, salici,pioppi, crespini, maggiociondoli e chissà quante altre specie ancora, tutte con la loro storia di amorevoli cure.
Il museo Bonsai è visitabile tutti i giorni e qui, più che altrove, si possono ammirare le centinaia di opere create da Armando in oltre CINQUANT’ANNI di incessante ricerca evolutiva, molte delle quali sono state pluripremiate in Giappone dalla Nippon Bonsai Association, e al World Bonsai Contest.
La sua fama incontrastata è cresciuta grazie anche –e soprattutto- alla preziosa collaborazione della moglie Haina, conosciuta in uno dei suoi viaggi in Estremo Oriente, divenuta discepola appassionata e silenziosa, dotata di talento e di un intenso amore per la Natura.
Il visitatore che si reca a visitare il Giardino Museo Bonsai della Serenità sito nel centro storico del comune di Tarzo, nella Marca Trevigiana a Ovest fra Vittorio Veneto e Conegliano, rimane “catturato” dalle bellezze dei vigneti lungo la “Strada del vino bianco del famoso Prosecco” e, dell’incantevole valle con i laghi e le colline che circondano Tarzo. Grazie alla magia dei suoi silenzi, il visitatore nel lento fluire delle stagioni avrà l’opportunità di vivere un’atmosfera rarefatta.
A chiunque desideri vivere le piacevoli sensazioni che il Giardino Museo Bonsai della Serenità suscita, Armando e Haina sono ben lieti di aprire le loro porte ai visitatori.
Ed ora, mi perdonino i miei lettori, vorrei aggiungere un mio pensiero sul Bonsai, scritto in inglese, visto che, il sito web, và ben oltre i confini italiani.

The raising of the human being
is just like you.
You need to take care of your Bonsai.
It takes a lot of cares
and love.

http://youtu.be/7MzFwCvBgYU
http://youtu.be/5hUJJfpfxuQ

Armando Dal Col

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