La tecnica aiuta: Pino mugo diviso in due mediante la separazione delle radici.

La storia di questo pino mugo è piuttosto recente, e quello che lo caratterizza sono le due forze opposte. Infatti, alla base del tronco sembra che si siano unite due piante, una con un unico tronco tendenzialmente prostrato munito di un palco terminale a “cuscino”, mentre l’altra si suddivide in più tronchi muovendosi in direzione opposta. Utilizzando tutta la pianta diventerebbe necessario selezionare dei rami per creare un Bonsai credibile ma anche contenuto, e questo farebbe cadere la scelta su una o l’altra direzione, sacrificando così dei rami importanti. L’idea nata fin dall’inizio era concentrata sulla possibilità di dividere il pino mugo alla base ottenendo due piante, e questo naturalmente senza pregiudicare la vita di entrambe. Ma le azioni da fare non sono così semplici come le idee, poiché dividere la pianta significa correre dei seri rischi per la sopravvivenza della stessa. Questo problema è stato affrontato anticipando il rinvaso del pino mugo prima che producesse troppe radici che avrebbero aumentato la difficoltà nel separarle. Infatti, dopo la rimozione della pianta dal grande vaso in cui era stato inserito  due anni prima nel post espianto, Haina ed io ci siamo messi all’opera controllando meticolosamente l’apparato radicale e la sua possibilità nel dividere la pianta. Una grossa radice avvolgeva la base del ramo prostrato interessante, il quale era ancorato a sua volta con una robusta radice alla base dell’arbusto. Trepidanti e fiduciosi ci siamo messi all’opera per cercare di separare la pianta, ponendo la massima attenzione che entrambe fossero munite di sufficienti radici. E così avvenne!

Ed ora la parola alle immagini.

 

Pino mugo visto nel 2011, è stata parzialmente coperta la base della pianta per ridurre il quantitativo d’acqua a causa delle frequenti precipitazioni piovose.

 

Foto prima del rinvaso.  Pino mugo fotografato in agosto del 2012 ad avvenuto attecchimento. Sono visibili dei robusti tiranti a vite per avvicinare due grossi rami.

 

 

Foto prima del rinvaso.  La base del pino mugo offre la possibilità di dividere la pianta utilizzando due entità distinte.

 

 

Foto prima del rinvaso. La pianta vista nella sua interezza.

Foto 1. 15 aprile 2013, la pianta è stata svasata dal grande vaso che l’ospitava. Si notano delle radici sottili nella circonferenza perimetrale del substrato.

 

Foto 2. In questa immagine si ha la netta sensazione delle due forze opposte che esprime questo pino mugo.

 

Foto 3.  L’immagine della pianta vista in questa angolazione non lascia dubbi, quale parte andrebbe rimossa tenendola integra?

 

Foto 4.  Haina inizia a rimuovere delicatamente il terriccio dalle radici con l’aiuto di un bastoncino.

 

Foto 5.  L’alta percentuale di pomice inserita al momento del primo rinvaso ne facilita la rimozione.

 

Foto 6.  Una parte della pianta da separare viene attentamente esplorata al fine di salvaguardare l’intero pino mugo.

 

Foto 7.  Una robusta radice che si allontana dalla base del tronco, appartiene  alla pianta che vorrei dividere.

 

Foto 8.  Si inizia a intravvedere la possibilità della separazione delle radici.

 

Foto 9.  In questa immagine si nota la continuità del tronco-radice della pianta da separare.

 

Foto 10.  Ormai ci siamo quasi, una radice di un certo spessore fa da ponte fra le due entità, per cui si decide di tagliarla alla base.

 

Foto 11.  La separazione del ramo-pianta è avvenuta. Purtroppo si nota una discreta contro conicità che pregiudica la bellezza della pianta, concorrono anche la mancanza di radici alla base che formerebbero il nebari per questo pino mugo dal tronco interessante.

 

Foto 12.  La pianta madre si è “slegata” del figlio rimasto troppo a lungo avvinghiato. Ora è cresciuto sufficientemente per avere una vita autonoma.

 

Foto 13.  Rinvaso della pianta madre.

 

Foto 14.  La massa arborea del pino mugo è ancora piuttosto voluminosa malgrado l’assenza del “figlio”. Si è cercato di posizionare la pianta nel vaso pensando allo stile mentale del futuro Bonsai.

 

Foto 15.  Ed ora è la volta del rinvaso della pianta secondaria. Le dimensioni del vaso di coltivazione sono ampiamente sufficienti per un corretto sviluppo del pino mugo, ciò nonostante sono stato costretto a segare una porzione della lunga radice che mi permettesse di alloggiare la pianta.

 

Foto 16.  La pianta è stata capovolta e appoggiata momentaneamente sul vaso per agevolare le infiltrazioni con ormoni fito radicanti, iniettati lungo l’asse della radice

 

Foto 17.  Terminato il rinvaso, ho dovuto puntellare il tronco nella posizione desiderata. In questa immagine la contro conicità del tronco è assente, e questo sarà sicuramente il fronte più appropriato per il futuro Bonsai.

 

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