Un abete argentato (Picea pungens “Kosteriana Glauca” ) da vivaio trasformato in un Bonsai nello stile Bunjin.

   Un abete argentato  (Picea  pungens  “Kosteriana  Glauca” ) da vivaio trasformato in un Bonsai  nello stile Bunjin.

Testo e foto di Armando Dal Col.

 

 

BUNJIN-JI  (Literati, Astratto)

Ciò che caratterizza lo stile Bunjin è l’estrema essenzialità delle branche;  il tronco  è generalmente lungo e sottile, sinuoso e con l’aspetto di un albero vissuto dov’è ben visibile l’annosità della corteccia del tronco e dei rami in tutta la sua estensione.   Le conifere sono sicuramente le più adatte per lo stile Bunjin, ma ciò non toglie che si possa rappresentarlo anche con altre specie. I rami sono pochi e piuttosto distanziati l’uno dall’altro, per poi concentrarsi verso l’apice dove formeranno una leggera corona.

In natura esistono forme rappresentative di questo stile, sia nell’albero singolo che in gruppo; numerose sono, infatti, le possibilità e le evoluzioni dello stile Bunjin, riconducibile in molti altri stili.

Lo stile  Bunjin-ji  ebbe origine dalle persone colte, dedite all’arte ed alla letteratura; il suo termine è appunto tradotto dal vocabolo letterato e occidentalizzato come “Literati”.

Il Bunjin-ji ha conosciuto tre grandi periodi: il primo si è reso concreto nell’epoca di Edo che va dal 1600 al 1868, il secondo ha inizio nell’epoca Meiji, il terzo periodo inizia subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale per arrivare ai nostri giorni.

Il Literati è uno stile molto raffinato in cui si può “captare” la tecnica, ma non la sua totale padronanza come potrebbe avvenire per gli altri stili poiché, non esistono regole ben precise. Il Bunjin esprime la sensibilità del suo creatore, ci si può appropriare della tecnica, un po’ meno dell’arte…

Una regola comune in cui tutti sono concordi è nella scelta del vaso che dev’essere essenzialmente piccolo, possibilmente rotondo e semplice, essenziale appunto, proprio come lo stile Literati in cui l’albero sembra essere evanescente. E questo si riconduce proprio al pensiero filosofico-artistico influenzato dallo Zen che tende a ridurre tutto all’essenzialità, come un dipinto espresso da brevi pennellate, o la poesia Haiku che ha il fascino del frammento…

UN SEMPLICE ABETE TRASFORMATO IN UNO STILE MOLTO RAFFINATO: LITERATI!

   Ed ora veniamo al nostro abete argentato; girando per vivai in cerca di una pianta mi soffermai

In questo abete che aveva un tronco curvato e spoglio nel primo tratto, e  con delle tracce di rami tagliati.

L’abete argentato ha un tronco diritto con rami disposti in verticale e di conseguenza dei palchi orizzontali. Caratterizzano questa pianta gli aghi grossi e lunghi 2 centimetri e la chioma di forma a piramide allargata.

Feci un primo intervento togliendolo dal vaso di plastica per verificare lo stato di salute dell’apparato radicale, selezionando alcune radici. Un primo step consisteva  di una parziale rimozione del vecchio terriccio con taglio delle radici danneggiate e con l’aggiunta di un terriccio più idoneo inserendo poi l’abete nello stesso vaso di coltivazione ma con una nuova inclinazione della pianta pensando al suo futuro sviluppo nella veste di un Bonsai. Rimase in questa situazione “dimenticandolo” per un paio d’anni affinchè recuperasse le forze perdute.

Nel febbraio di quest’anno 2013 decisi che era giunto il momento per modellare questa pianta nello stile Bunjin com’era nelle mie intenzioni, intervenendo in primis con un’accurata pulizia degli aghi dislocati alle ascelle dei rami e rametti. Applicai  il filo di rame protetto dal nastro adesivo di carta, poiché come si sa,  il rame risulta essere fitotossico per gli abeti!

Prima di effettuare il rinvaso in un vaso Bonsai anche se non appropriato, preferisco attendere il risveglio vegetativo dell’abete per far sì che non subisca rallentamenti nella sua nuova e futura dimora. Solo in un successivo rinvaso penserò ad un contenitore Bonsai adatto allo stile di questa pianta. Ed ora passiamo alla visione delle immagini nelle varie fasi di lavorazione.

 

Foto 1.  Picea  pungens  “Kosteriana  Glauca” .  L’aspetto attuale prima degli interventi di pulizia degli aghi.

 

Foto 2.  La pianta vista di fianco.

 

Foto 3.  L’abete visto sul retro della prima foto.

 

Foto 4.  La pianta vista sull’altro fianco.

 

Foto 5.  Le radici del nebari.

 

Foto 6.  Primo piano di un rametto dove son ben visibili gli aghi ascellari  che dovranno essere rimossi.

 

Foto 7.  Intervento della pulizia aghi.

 

Foto 8.  Rimozione dei rametti deboli o inutili.

 

Foto 9.  Un ramo è stato ripulito dagli aghi in eccesso.

 

Foto 10.   La branca apicale ancora “vergine” necessita di essere ripulita e ridotta.

 

Foto 11.   Le due branche principali sono state ripulite.

 

Foto 12.  Si inizia a modellare la pianta con l’applicazione del filo.

 

Foto 13.  La prima branca è stata abbassata per creare armonia ed eleganza seguendo il mio pensiero.

 

Foto 14.  Ho cercato di posizionare il primo ramo dandogli un aspetto sinuoso e femminile.

 

Foto 15.  L’avvolgimento del filo mette già in evidenza un aspetto gradevole per questa pianta.

 

Foto 16.  Rami e rametti devono essere avvolti con il filo.

 

Foto 17.  La sinuosità dei rami deve seguire quella del tronco.

 

Foto 18.  L’avvolgimento del filo è stato completato, l’abete visto nella parte frontale.

 

Foto 19.  La parte posteriore dell’abete argentato. Fine dello step in attesa del rinvaso.

 

Foto 20.  L’amico e allievo Sergio di Belluno mi ha procurato una pietra di tufo che dovrò modellare per ospitare l’abete.

 

Foto 21.  La pietra tufo come si sa si presta ad essere scavata, modellandola. Inoltre ha la capacità di assorbire acqua per imbibizione. Naturalmente ho dovuto usare la fresatrice applicando un disco diamantato per facilitare il taglio della pietra.

 

Foto 22.  L’uso di un martello e scalpello mi ha permesso di creare una cengia sufficientemente concava per poter alloggiare l’apparato radicale della pianta.

 

Foto 23.  L’aspetto della pietra che fungerà da contenitore la trovo adatta per lo stile Bunjin o Literati.

 

Foto 24.  Una “martellata” un po’ più robusta mi ha rotto la parte terminale della pietra, e poiché

questo prolungamento dà carattere al contenitore l’ho cementato unendolo al corpo della pietra.

 

Foto 25.  Aprile 2013, l’abete è stato rimosso dal vaso di plastica per iniziare il rinvaso.

 

Foto 26.  L’apparato radicale dell’abete argentato  è stato liberato dal terriccio e abbondantemente lavato.

 

Foto 27.  Una parziale riduzione delle radici si è resa necessaria.

 

Foto 28.  Provo a posizionare l’abete sulla pietra.

 

Foto 29.  Sarà necessario fissare bene l’apparato radicale per poter sostenere il peso della pianta nell’inclinazione desiderata.

 

Foto 30.  Scelta l’inclinazione, Haina si appresta ad aggiungere il terriccio con un’alta percentuale

di keto, polvere di akadama e terriccio ricco di humus.

 

Foto 31.  Si applica delle zolle di muschio per creare il paesaggio ma soprattutto per proteggere il substrato mantenendolo costantemente umido.

 

Foto 32.  Questo tipo di terriccio per Bonsai su roccia risulta essere il più idoneo, in quanto ha il potere di trattenere a lungo l’acqua.

 

Foto 33.  Muschi di varie specie e tonalità contribuiscono a creare il paesaggio che esprime questa composizione.

 

Foto 34.  Rinvaso e creazione del paesaggio sono stati ultimati. L’inclinazione della pianta  suggerisce equilibrio e stabilità.

Foto 35.  La scelta del fronte.

 

Foto 36.  L’abete Bunjin fotografato nella nicchia appositamente costruita per fotografare i Bonsai.   Questo naturalmente è il primo step che potrà subire delle modifiche in futuro;  è vero, c’è un discreto movimento del tronco verso l’apice a “canna da pesca” poco attraente, ma questo consente di fissare un tenue movimento iniziale per proseguire verso l’apice nel prossimo futuro.

Inoltre, anche il primo ramo al momento appare troppo pesante per uno stile così raffinato come il Bunjin, il quale andrà sicuramente ridotto.

 

Foto 37.  Sono stati aggiunti due elementi di compagnia. L’abete con la sua marcata inclinazione verso destra farebbe supporre che l’esposizione sia corretta, voi cosa ne pensate?

 

Foto 38.  Picea pungens “Kosteriana glauca”. L’abete argentato realizzato nello stile Bunjin, rappresenta un Bonsai  dal fascino inconfondibile. Ritornando all’analisi dell’esposizione, il primo ramo dà il carattere dominante di questo Bonsai determinandone la corretta esposizione, poiché anche l’apice è stato modellato per dirigersi verso destra, anche se il tronco ha un chiaro movimento verso sinistra. Ecco in sintesi l’analisi di questo Bonsai.

 

 

2 pensieri su “Un abete argentato (Picea pungens “Kosteriana Glauca” ) da vivaio trasformato in un Bonsai nello stile Bunjin.

  1. Michele

    Ciao
    Ho un piccolo kosteriana, (il classico a palla da vivaio) vorrei rinvasarlo ora, e mi chiedevo se posso pure eliminare alcuni rami, o è meglio procedere in inverno?
    Grazie e complimenti, le tue piante sono meravigliose

    Rispondi

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