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Attenzione! Avrei intenzione di alleggerire l’immensa collezione di Bonsai.

Armando Haina Dal Col
Attenzione!!! avrei intenzione di “alleggerire l’immensa collezione di Bonsai” per questioni di età avanzata e per sostenere le grandi spese di mantenimento dignitoso. Il ricavato andrà utilizzato per sostenere il “Giardino Museo Bonsai della serenità conosciuto in tutto il mondo, anche con il nome SEI WA BONSAI EN”. Non metto né foto né prezzi; chi fosse veramente interessato dovrebbe venire da me a Tarzo in provincia di Treviso. Per indicazioni inserisco il mio sito che potrete consultare per avere un’idea della collezione BONSAI che hanno fatto la STORIA del Bonsai in Italia:
www.armandodalcolseiwabonsaien.com

Serenità.

Apre con l’inizio di marzo il museo Bonsai della serenità.

Nel Giardino museo Bonsai della serenità dei maestri Armando e Haina Dal Col,
aleggia già nell’aria il primo vento primaverile, e nelle gemme che hanno lottato contro il gelo si cela tutta la primavera. Ed è così che negli spazi ricavati sulla collina e nell’area del giardino, aleggiano alcuni Bonsai classici e d’avanguardia, pronti per le importanti competizioni nazionali e internazionali. Quale occasione migliore per venire a visitare il museo Bonsai dal mese di marzo in poi?
Dal 2° weekend di marzo, i coniugi Dal Col terranno delle lezioni sulle tecniche Bonsai di qualsiasi livello a quanti vorranno partecipare, telefonando allo 0438 587265.
Le numerose specie presenti nel museo creano un effetto visibile di straordinaria bellezza, e in questo Tempio della Storia del Bonsai italiano, aleggiano alcuni campioni del mondo, come il famosissimo Faggio patriarca che nel 2017 ha compiuto la venerabile età di 242 anni! Sono momenti davvero magici intrisi di filosofia Zen, e i coniugi Dal Col sono ben lieti di condividerli con tutti gli appassionati di questa nobile Arte Orientale. Per visite guidate a Gruppi e Scolaresche è necessario prenotare telefonando allo 0438 587265.

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Sposi nel Sei Wa Bonsai En per il servizio fotografico.

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Sposi di Mestre posano nel giardino museo Bonsai della serenità a Tarzo.
I maestri Armando e Haina Dal Col hanno messo a disposizione il loro giardino Bonsai per una copia di sposi, affinchè i fotografi potessero immortalare il loro evento. Uno straordinario scenario nel tempio della storia del Bonsai italiano -unico in Europa -, dove i fotografi hanno potuto immortalare questa fortunata copia di sposi provenienti da Mestre. I coniugi Dal Col metteranno ancora a disposizione il loro giardino per avvenimenti importanti anche di altra natura, invitando gli interessati a prenotare l’evento telefonando allo 0438 587265 oppure al 349 3708802, donando un contributo libero a sostegno del museo Bonsai.

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Pino mugo diviso in due mediante la separazione delle radici lavorato alla Giareda.

Pino mugo diviso in due mediante la separazione delle radici lavorato alla Giareda.
Testo e foto di Armando Dal Col

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (25)

Vale la pena riprendere questo post per seguirne l’evoluzione di uno dei due pini separati alla base della pianta madre, lavorato alla Giareda il 6 settembre 2015.
La storia di questo pino mugo è piuttosto recente, e quello che lo caratterizza sono le due forze opposte. Infatti, alla base del tronco sembra che si siano unite due piante, una con un unico tronco tendenzialmente prostrato munito di un palco terminale a “cuscino”, mentre l’altra si suddivide in più tronchi muovendosi in direzione opposta. Utilizzando tutta la pianta diventerebbe necessario selezionare dei rami per creare un Bonsai credibile ma anche contenuto, e questo farebbe cadere la scelta su una o l’altra direzione, sacrificando così dei rami importanti. L’idea nata fin dall’inizio era concentrata sulla possibilità di dividere il pino mugo alla base ottenendo due piante, e questo naturalmente senza pregiudicare la vita di entrambe. Ma le azioni da fare non sono così semplici come le idee, poiché dividere la pianta significa correre dei seri rischi per la sopravvivenza della stessa. Questo problema è stato affrontato anticipando il rinvaso del pino mugo prima che producesse troppe radici che avrebbero aumentato la difficoltà nel separarle. Infatti, dopo la rimozione della pianta dal grande vaso in cui era stato inserito due anni prima nel post espianto, Haina ed io ci siamo messi all’opera controllando meticolosamente l’apparato radicale e la sua possibilità nel dividere la pianta. Una grossa radice avvolgeva la base del ramo prostrato interessante, il quale era ancorato a sua volta con una robusta radice alla base dell’arbusto. Trepidanti e fiduciosi ci siamo messi all’opera per cercare di separare la pianta, ponendo la massima attenzione che entrambe fossero munite di sufficienti radici. E così avvenne!
Ed ora la parola alle immagini.

Pino mugo visto nel 2011, è stata parzialmente coperta la base della pianta per ridurre il quantitativo d’acqua a causa delle frequenti precipitazioni piovose.

Foto prima del rinvaso. Pino mugo fotografato in agosto del 2012 ad avvenuto attecchimento. Sono visibili dei robusti tiranti a vite per avvicinare due grossi rami.

Foto prima del rinvaso. La base del pino mugo offre la possibilità di dividere la pianta utilizzando due entità distinte.

Foto prima del rinvaso. La pianta vista nella sua interezza.
Foto 1. 15 aprile 2013, la pianta è stata svasata dal grande vaso che l’ospitava. Si notano delleradici sottili nella circonferenza perimetrale del substrato.

In questa immagine si ha la netta sensazione delle due forze opposte che esprime questo pino mugo.

L’immagine della pianta vista in questa angolazione non lascia dubbi, quale parte andrebbe rimossa tenendola integra?

La pianta madre si è “slegata” del figlio rimasto troppo a lungo avvinghiato. Ora è cresciuto sufficientemente per avere una vita autonoma.

La pianta è stata capovolta e appoggiata momentaneamente sul vaso per agevolare le infiltrazioni con ormoni fito radicanti, iniettati lungo l’asse della radice

Terminato il rinvaso, ho dovuto puntellare il tronco nella posizione desiderata. In questa immagine la contro conicità del tronco è assente, e questo sarà sicuramente il fronte più appropriato per il futuro Bonsai.

Ed ora alcune immagini della lavorazione del pino mugo che Haina ed io, abbiamo eseguito domenica 6 settembre alla Giareda di Reggio Emilia in occasione della mostra nazionale di Bonsai e Suiseki nella competizione Istruttori a confronto.
Enjoy

Mugo dal tronco doppio alla base (1)

Separazione delle radici del pino mugo (2)

Separazione delle radici del pino mugo (8)

Separazione delle radici del pino mugo (11)

Separazione delle radici del pino mugo (16)

Separazione delle radici del pino mugo (17)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (1)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (2)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (3)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (4)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (5)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (6)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (7)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (8)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (9)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (10)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (11)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (12)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (13)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (14)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (15)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (16)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (17)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (18)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (19)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (20)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (21)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (22)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (23)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (24)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (25)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (26)

Settembre 2015 dimostrazine alla Giareda di Reggio Emilia (27)

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2015,il Faggio Patriarca ha compiuto 240 anni!

Anno 2015, il Faggio Patriarca di Armando Dal Col ha compiuto 240 anni!
Un invito alla popolazione a visitare il Giardino museo Bonsai della serenità ubicato nel centro storico di Tarzo dei maestri Dal Col.

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Questo è il famoso Faggio “Patriarca”, campione del mondo nel 1986 in Giappone, pluripremiato dalla Nippon Bonsai Association (NBA), la massima autorità mondiale del Bonsai.
Il Faggio proviene dalla provincia di Belluno dov’era cresciuto in mezzo a dei grossi massi, le cui condizioni di vita erano ridotte al limite estremo della sopravvivenza.
Attaccato dai cacciatori (il tronco verso l’apice della pianta era semi putrefatto a causa dei numerosi pallini da carabina che si erano conficcati nel legno).
Il faggio fu scoperto nel 1970; è stato potato drasticamente sul luogo di crescita per ridurne le dimensioni, ripulito dalle infestanti, nutrito e curato per ben 5 anni sul posto e, successivamente, espiantato dopo aver constatato una sua incredibile ripresa vegetativa.
Dal conteggio degli anelli di crescita annuale avvenuto nel 1975 all’epoca dell’espianto, il numero complessivo risultava di ben 200 anelli, e così nel 2015 il Faggio ha compiuto la veneranda età di 240 anni!
Il faggio, nel corso degli anni ha subìto diversi interventi: è stato ripulito, potato, scalpellato, innestato, legato con il filo e con i tiranti; ora è ritornato in vita, anzi alla vita stessa, conquistando la dignità di albero entrando a buon diritto nella storia del Bonsai in Italia, riconosciuto in tutto il mondo collocandolo fra i grandi capolavori dei Bonsai occidentali.

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Il Faggio ai vertici della classifica mondiale.

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il Faggio Patriarca  nel 2015 ha compiuto  240 anni (4)

WEEK END NEL GIARDINO CON VISITE GUIDATE

VISITE GUIDATE NEL GIARDINO MUSEO BONSAI.
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Week End dedicato alle visite guidate nel Giardino Museo Bonsai della serenità dei maestri Armando e Haina Dal Col.

Le temperature di questi giorni hanno permesso alle piante di “vestirsi” con il loro abito più bello, per presentarsi nel miglior modo possibile ai numerosi visitatori che in questo particolare periodo dell’anno frequentano il giardino Bonsai.
Le numerose specie presenti nel museo creano un effetto visibile di straordinaria bellezza, momenti questi che i coniugi Dal Col condividono con tutti gli appassionati di questa nobile Arte Orientale.

7 GOLD dedica uno special al Museo Bonsai

7GOLD, Sabato 21 Febbraio ore 18.30 – Speciale ASPETTANDO LA PRIMAVERA DEL PROSECCO 2015

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7eDintorni 7edintorni@gmail.com tramite mail72.atl31.mcdlv.net
12:55 (21 ore fa)
a me
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SPECIALE 7eDintorni – 7 GOLD
…Aspettando la Primavera del Prosecco Superiore 2015
7eDintorni, la trasmissione di 7GOLD dedicata alle eccellenze del territorio presenta due speciali sull’Alta Marca Trevigiana, patria del Prosecco Superiore. Le trasmissioni, in onda alle 18.30 (diffusione nazionale) sabato 21 e 28 Febbraio, andranno in replica Lunedì 23 e Lunedì 2 Marzo alle 18.30.
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21 FEBBRAIO
28 FEBBRAIO
ORE 18.30
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Armando Dal Col
Allegati09:57 (1 minuto fa)
a 7eDintorni
Oggi con la prima puntata va in onda anche il servizio sul museo Bonsai oppure sarà con la seconda puntata: Grazie per l’informazione.
Il giorno 20 febbraio 2015 12:55, 7eDintorni <7edintorni@gmail.com> ha scritto:
Area degli allegati
Visualizza anteprima allegato Anna di 7 Gold e dintorni (3).JPG
Immagine
Anna di 7 Gold e dintorni (3).JPG
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Armando Dal Col Oggi alle 18,30 la prima puntata, mentre la seconda andrà in onda sabato 28 febbraio sempre alle 18,30. in una delle due puntate ci sarà anche un servizio fatto sul Giardino Museo Bonsai della serenità dei coniugi Dal Col.

Lo scrittore giornalista Mario Anton Orefice mi intervista.

http://corsadellanima.blogspot.it/2014/08/il-faggio-patriarca.html

martedì 19 agosto 2014
Il faggio Patriarca

Era un bambino quando allungava il braccio per indicare i ciliegi, i peri, i meli, i peschi in lontananza sulla collina. Per un’illusione prospettica sembrava che quegli alberi così piccoli crescessero sulla mano aperta verso il cielo. Le vacanze estive e pasquali dal nonno a Reseretta, a Tarzo, erano una continua scoperta: una nuova pianta, un insetto, un sentiero, una nuvola dalla forma strana.
Classe 1935, Armando Dal Col viveva a Longarone, dove mamma e papà avevano un negozio di frutta e verdura molto prima che l’ingegner Carlo Semenza progettasse la diga del Vajont. La tragedia andrà in scena alle 22.39 del 9 ottobre 1963. Quella sera Armando ritorna dalla Val Zoldana ed è diretto a Belluno dove abita con la famiglia e dove da qualche tempo per hobby coltiva degli alberi in miniatura. Passa a salutare i genitori intorno alle 21. La mamma lo invita a rimanere, è arrivata la sorella Silvana dalla Germania e c’è anche uno dei nipotini. È tardi, facciamo una di queste sere, non ti preoccupare, dice Armando, poi sale in macchina e riparte. Saprà il giorno dopo che sono tutti morti e ripenserà a quelle domeniche, quando con gli amici andavano a Erto e Casso, e i discorsi erano sempre gli stessi: Prima o poi il Toc viene giù, Se non è quest’anno è il prossimo.
I piccoli alberi diventano ancora più importanti e nel 1966, visitando la fiera Euroflora a Genova, scoprirà che il suo hobby è una delle discipline della filosofia zen, come il tiro con l’arco, la cerimonia del tè, la composizione di haiku, l’ikebana e le arti marziali.
Oggi Armando Dal Col è uno dei più importanti maestri bonsai in ambito internazionale: il debutto avviene nel 1986 quando con il suo faggio Patriarca lascia a bocca aperta la Nippon Bonsai Association che lo nomina “istruttore meritevole” e gli consegna il primo premio del concorso mondiale.
Lo aveva visto in una delle sue passeggiate nella foresta del Cansiglio: quel faggio, crivellato dai pallini dei cacciatori e schiacciato contro una roccia, stava morendo. Per cinque anni se ne prese cura, ogni tanto diceva: Vado a trovarlo, e la figlia meravigliata: Non è mica una persona!
A primavera tagliò la radice principale, quella che usciva dalla pietra e si infilava nel terreno: contò 200 anelli. L’anziano amico continuò a crescere con vigore finché un giorno … È difficile da spiegare, sentii che ero l’albero e l’albero era me. Anche il vaso in ceramica del Patriarca ha una storia particolare: il maestro vasaio della famiglia imperiale giapponese, visto il bonsai, predisse alla pianta un grande avvenire e pose tre condizioni per la creazione del vaso: nessun limite di tempo, di spesa, e nessuna interferenza sulla scelta della forma e del colore. Selezionò le argille più rare, pensò alla forma e alle sfumature, e infine lo modellò; il tempo della cottura fu di una settimana, di un mese quello del raffreddamento con fuoco d’erba; la consegna avvenne dopo tre anni.
Un pesco da frutto, una cidonia da fiore, una forsizia, un pino marittimo come sospinto da continue raffiche di vento, un nocciolo come spaccato dal fulmine, un boschetto di minilarici che sta in un abbraccio, e tanti altri piccoli alberi, più di cinquecento, vivono uno accanto all’altro nel Giardino della Serenità, in centro a Tarzo, poco distante dalla casa del nonno, a Reseretta. Armando e sua moglie Haina accolgono con un sorriso ospiti e allievi che arrivano da ogni parte del mondo. Accanto all’entrata, un pensiero: “Cerco il posto ideale dove indugiare, dove ascoltare il cinguettio degli uccelli e il rumore delle fronde scosse dal vento, dove cogliere l’essenza dello spirito del wabi-sabi: nulla dura, nulla è finito, nulla è perfetto.”
Pubblicato da Mario Anton Orefice a 09:09
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Foto fatte da Mario Anton Orefice (2)

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